Le Litanie Lauretane di Franco Vignazia


La Delegazione Pontificia è lieta di comunicare che presso il Museo-Antico Tesoro sono esposte fino all’8 giugno prossimo le Litanie Lauretane dipinte da Franco Vignazia (52 dipinti a tempera e colori naturali su cartoncino) donate dall’artista forlivese (classe 1951) al Santuario della Santa Casa di Loreto.
Queste le parole con cui Mons. Giovanni Tonucci, l’Arcivescovo Delegato Pontificio, accompagna l’esposizione:

“La preghiera espressa attraverso la ripetizione di brevi invocazioni è tra le forme di devozione più spontanee e sincere. La litania, proprio per la facilità con la quale viene recitata e quindi ricordata, appartiene all’esperienza religiosa di molte culture.
Nel contemplare la bellezza di Maria, la Madre di Dio, i fedeli hanno risposto alla profezia pronunciata da Lei stessa, nel canto del “Magnificat”: “D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata” (Lc 1,48). Nel corso dei secoli, le invocazioni alla Vergine si sono moltiplicate, dando voce a sempre nuovi stimoli e nuove ispirazioni, per arricchire la fiduciosa richiesta filiale: “Prega per noi”. 
Quelle che ricordiamo con il nome di “Litanie Lauretane” sono una collezione di espressioni di fede nella speciale santità di Maria, considerata nei Suoi privilegi e nella Sua missione. Il ritmo lieve dei nomi di “Madre”, “Vergine”, “Regina” si alterna a titoli di origine biblica, che ci portano il sentore del deserto, la freschezza del Carmelo e l’opulenza del Monte di Sion.
Frutto di affetto e di devozione, le Litanie Lauretane sono omaggi rivolti alla Madre nostra, che non scadono mai nella retorica e nell’adulazione: sono indicazione di una fede solida, fondata sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione della Chiesa.
Che in epoche lontane diversi artisti si siano cimentati ad interpretare graficamente queste invocazioni è il segno più convincente della loro bellezza e della loro ricchezza d’ispirazione.”

Che cosa sono le Litanie Lauretane

Le Litanie Lauretane devono il loro nome al santuario di Loreto, dove a partire dal sedicesimo secolo venivano cantate ogni sabato e durante le feste dedicate alla Madonna. La loro rapida diffusione avvenne grazie ai pellegrini che, dopo aver visitato la Santa Casa lauretana, le facevano conoscere tornando nei loro luoghi di provenienza. Una prima concessione ufficiale della Chiesa alla recita delle Litanie Lauretane venne da Sisto V ai carmelitani scalzi nel 1587. Il riconoscimento delle invocazioni nel testo ancor oggi in uso avvenne sotto Clemente VIII, con un decreto della S.C. dell’Inquisizione, nel 1601. Originariamente constavano di tre parti: nove invocazioni introduttive rivolte al Signore, a Cristo, alla SS. Trinità, quarantaquattro alla Vergine e infine l'Agnus Dei ripetuto tre volte. Il numero rimase invariato fino al 1839, quando Gregorio XVI concedette ad alcune diocesi di aggiungere l'invocazione Regina sine labe originali concepta. In seguito, in anni diversi, vennero aggiunte: Regina sacratissimi rosarii, Mater boni consilii, Regina pacis, Regina in coelum assumpta, e recentemente, per volontà di Giovanni Paolo II, Mater Ecclesiae, nel 1980, e Regina familiae, nel 1995, in occasione del Settimo Centenario della Traslazione della Santa Casa di Loreto.