La visita di Benedetto XVI


Arrivo a Loreto  di Benedetto XVI

L’elicottero usato dal papa è nuovissimo  e ha compiuto il suo primo volo di prova il 1° ottobre, scorso  proprio dal  Vaticano a Loreto, dove è giunto alle ore 13,45, quasi a invocare la protezione della Vergine Lauretana, Patrona universale dell’aviazione. Era a bordo mons. Giuseppe Sciacca, segretario generale del Governatorato della Città del Vaticano, accompagnato  dal capo della Gendarmeria e accolto dall’arcivescovo mons. Giovanni Tonucci, da Roberto Oreficini, responsabile della Protezione Civile  delle Marche, da Marcello Bedeschi, membro del Comitato organizzatore della visita del papa e da don Francesco Pierpaoli, direttore del Centro Giovanni Paolo II. 
Il papa è partito dal Vaticano con quel bianco elicottero alle ore 9 circa del 4 ottobre, accompagnato dal segretario particolare mons. George Gaenswein, ed è atterrato alle 9,30 all’eliporto del Centro di Pastorale Giovanile di Montorso  costruito nel 2004 per  accogliere Giovanni Paolo II.
 Erano ad accogliere il papa  mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo di Loreto, il dott. Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, rappresentante del Governo italiano, Gian Mario Spacca,  presidente della Regione Marche, Francesco Maria Greco, ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, mons. Adriano Bernardini, nunzio apostolico in Italia, il dott.  Paolo Orrei, prefetto di Ancona, il dott.  Paolo Niccoletti, sindaco di Loreto, la dott.ssa Patrizia Casagrande, commissario della Provincia di Ancona. 
Accompagnato dal segretario particolare e da mons. Tonucci, Benedetto XVI si è recato al santuario sulla papamobile, percorrendo la vecchia strada vicinale che da Montorso arriva a Villa Costantina e, attraversata questa frazione, ha imboccato Via Maccari fino all’incrocio della Statale 77, ha attraversato Via Marconi, toccando Piazza Leopardi, e Via Sisto V, da dove è entrato  in Piazza della Madonna, accolto da una folla festante. Tutto il percorso è stato transennato per permettere ai fedeli di salutare il papa nel suo breve viaggio verso Loreto. E’ stata predisposta una meticolosa sorveglianza per la sicurezza.
Benedetto XVI, dopo aver attraversato la Piazza gremita di fedeli, salutando tutti amabilmente,  sceso dalla papamobile, si è portato, attraverso una pedana appositamente predisposta, sul sagrato della basilica, dove ha ricevuto il saluto di benvenuto da parte dell’arcivescovo  mons. Giovanni Tonucci e del sindaco Paolo Niccoletti. Il testo dell’uno e dell’altro viene qui pubblicato nelle pagine seguenti. 
Intanto nelle prime file si erano accomodate le autorità che avevano ricevuto il pappa a Montorso, e altre ancora, sopraggiunte dai vari centri della regione. 
Circa dieci mila fedeli sono convenuti a Loreto per la visita di Benedetto XVI,  parte sistemati in Piazza della Madonna,  parte in Corso Boccalini e  parte  in Piazza Papa Giovanni. Tra gli altri, si  segnalano 120 pellegrini malati e  300 disabili, accompagnati da 150 operatori dell’Unitalsi delle Marche, guidata dal rispettivo presidente Giuseppe Pierantozzi. 
Una sezione di Piazza della Madonna era riservata a 70 chierichetti della Prelatura di Loreto, che hanno scortato i sacerdoti durante la distribuzione delle comunioni. Hanno svolto il servizio liturgico, sotto la guida del cerimoniere pontificio mons.  Guido Marini, 20 studenti cappuccini, tra i quali  4 diaconi, e i cerimonieri del santuario di Loreto p. Gabriele Giobbi e fra Giuseppe Giovannini. 

Incontro con i cappuccini, con  i parroci e altri religiosi e religiose e sosta in Santa Casa

Al termine del saluto, il papa è entrato in basilica, dove è stato accolto dal padre Mauro Jöhri, ministro generale dei frati minori cappuccini, ai quali Pio XI nel 1934 ha affidato la custodia della Santa Casa e la cura pastorale e promozionale del Santuario, in primo luogo la penitenzieria. Il papa ha salutato i cappuccini al servizio del santuario, i parroci di Loreto, alcuni sacerdoti  religiosi della stessa e le sorelle francescane missionarie al servizio della Delegazione Pontificia.  
Quindi, il Santo Padre si è recato in Santa Casa dove ha sostato in devota preghiera adorando il Santissimo Sacramento e invocando la protezione della Madonna  di Loreto sul Sinodo dei Vescovi e sull’Anno della Fede. Prima di uscire, ha acceso la Lampada della Preghiera per l’Italia,
Di qui ha raggiunto la sagrestia  per indossare i paramenti liturgici. 

Celebrazione della santa messa in Piazza della Madonna

Sul sagrato erano stati predisposti un palco con pedana e un altare, molto sobri, secondo il desiderio del papa. Vi è stata esposta anche la statua originale della Madonna, venerata in Santa Casa. Il papa ha celebrato la Messa in onore della Beata Vergine  Maria di Loreto. Con lui hanno concelebrato il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, mons. Giovanni Tonucci, arcivescovo di Loreto, il vescovo mons. Salvatore Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, e il vescovo mons. Nicola Eterović, segretario generale del sinodo dei vescovi. Gli altri cardinali, vescovi, prelati e sacerdoti hanno partecipato senza celebrare, decorosamente sistemati in appositi settori. Erano presenti quattro cardinali: Angelo Comastri,  arciprete della Basilica di San Pietro, Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna,  Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, ed Elio Sgreccia, già presidente della Pontificia Accademia per  la Vita. Vi ha partecipato anche l’episcopato marchigiano quasi al completo, al quale si è aggiunto mons. Domenico Marinozzi, vescovo cappuccino emerito di Soddo-Hosanna (Etiopia). 
Il papa ha celebrato  con  il calice d’argento, usato da Giovanni XXIII  ed esposto nella Mostra delle Cantine del Bramante, 
Ha animato la celebrazione eucaristica la Cappella Musicale della Santa Casa, diretta dal M° padre Giuliano Viabile, rettore del santuario, il quale, per la circostanza ha composto la musica della messa e il testo dell’«Inno a Maria Donna di Fede», scritto da padre Giuseppe Santarelli. Alla Cappella Musicale si sono affiancate  la Corale «Bellini» di Ancona e le trombe suonate da alcuni avieri.  Molto apprezzate sono state l’originale composizione musicale e l’impeccabile esecuzione.
Il papa ha  pronunciato una sostanziosa omelia, in parte intonata alla Santa Casa, la quale viene pubblicata integralmente nelle pagine seguenti. 
La messa è stata trasmessa  su Rai Uno, a partire dalle 10,30, su TV2000, dalle 9,30  con riprese anche del suo arrivo a Montorso e al santuario e con un precedente servizio su «Il mistero della Santa Casa di Loreto». Anche Radio in Blu ha seguito la visita  con uno spazio speciale in diretta dalle 10 alle 12, con la radiocronaca dell’evento e con interviste e approfondimenti.  Il sito internet del quotidiano cattolico  «Avvenire» (www.avvenire.it) ha seguito  in tempo reale l’avvenimento, anche con una diretta twitter  di un inviato speciale. 

Il ritorno a Montorso e la partenza per Roma

Dopo la celebrazione eucaristica, deposti i paramenti in sagrestia, Benedetto XVI si  è riportato in papamobile a Montorso, attraversando Piazza della Madonna tra gli applausi della folla. Era accompagnato dall’arcivescovo Tonucci e dal segretario particolare.  Dopo la refezione nel refettorio, dove, su  una lunga tavola, hanno preso posto ospiti  scelti, insieme al personale della Prefettura della Casa Pontificia. 
Ha quindi risposato nella stessa stanza dove il 5 settembre 2004 aveva sostato per  breve tempo Giovanni Paolo II.  Una camera bianca, con tede lenzuola e coperta dello stesso colore. Sul letto, a una piazza e mezza, è stato posizionato il corredo ricamato a mano, offerto dalle monache carmelitane. A lato è stata sistemata una piccola scrivania  in noce, con il pastorale in legno di Giovanni Paolo II e l’album fotografico dei ricordi di quel papa a Montorso. 
Prima di partire il papa ha salutato il personale della Delegazione Pontificia, il rispettivo consiglio di Amministrazione e dei Revisori dei Conti e altre  persone  legate alla stessa  a vario titolo, tutti presentati dall’arcivescovo Tonucci. Benedetto XVI  ha consegnato a  mons. Decio Cipolloni, vicario della Prelatura Lauretana,  il decreto di nomina a Protonotario Apostolico.
Quindi, salutato il sindaco,  alle ore 16,30,  è  salito sull’elicottero per tornare in Vaticano.


I doni 

La Delegazione Pontificia ha offerto al papa una pregevolissima ristampa dell’Atlas Marianus, una rarissima opera del 1702 scritta dal dotto gesuita bavarese Henricus Sherer sui santuari dedicati alla Madonna, tra i quali primeggia quello di Loreto. Dell’opera esistono sono due esemplari al mondo.  La copia è stata procurata da «Arte Libraia Italia» di Ancona, che ha curato studi e lavorazione, commissionando la stampa alla Tipografia di Urbino «Arti Grafiche della Torre». Per realizzare il volume, rilegato e acquerellato a mano, sono stati impiegati fogli strappati e  non tagliati, in carta di cotone purissimo non sbiancato  e pelle di bufalo conciata con tecniche vegetali, come ha spiegato il responsabile della casa editrice Sergio Belfioretti.
La Prelatura della Santa Casa, tramite le cinque parrocchie, ha donato a Benedetto XVI  un suo ritratto che lo raffigura con lo sguardo rivolto  all’immagine della Madonna e della città di Loreto, opera del pittore polacco Davide Kowuascki. 
 Il  dono del Comune di Loreto  a Benedetto XVI è consistito in una «Corona della luce», cioè di  rosario dei misteri della luce, istituiti da Giovanni Paolo II. Si tratta di un rosario in oro giallo, ambra ed ebano, tre elementi che vogliono indicare il legame tra l’uomo e Dio- ha precisato il sindaco Paolo Niccoletti - aggiungendo  che è stato scelto un oggetto devozionale tipico dell’artigianato lauretano, di antica e gloriosa tradizione.
L’Amministrazione comunale di Castelfidardo e il Museo Internazionale della Fisarmonica, con la collaborazione della Fondazione Cassa di Risparmio di Loreto e delle ditte Baffetti e Bugari, hanno donato al papa un Organetto bianco con dedica in oro.
IL Centro Giovanni Paolo II ha donato al pontefice un «Memoriale» con i volti  dei cinque papi del Concilio.