Il Pio Sodalizio dei Piceni

La Delegazione Pontificia è lieta di ricordare che presso il Museo-Antico Tesoro di Loreto è visitabile fino al 21 giugno 2015 la mostra “Tesori dal Pio Sodalizio dei Piceni”  secondo gli orari del Museo (info: 071.97.47.198 - museoanticotesoro@gmail.com).
Promossa dalla Delegazione Pontificia, dal Centro Studi Lauretani e dal Pio Sodalizio dei Piceni, con il contributo di UnipolSai Assicurazioni e in collaborazione con Artifex – Comunicare con l’Arte, l’esposizione, curata da Vito Punzi, è voluta con l’intento di valorizzare l’importante patrimonio artistico e devozionale del Pio Sodalizio e di rafforzare il vincolo che lega i marchigiani residenti a Roma al santuario della Santa Casa di Loreto. 
  

Che cos’è il Pio Sodalizio dei Piceni
Il Pio Sodalizio dei Piceni ha acquisito l'attuale denominazione con lo Statuto approvato nell'anno 1899, ma deriva dall'Associazione di Marchigiani residenti in Roma costituitasi all'inizio del 1600, poi divenuta Confraternita della Santa Casa di Loreto nel 1633 sotto il Pontificato di Urbano VIII. Fondatore di questa Associazione viene riconosciuto il Cardinale Giovanni Battista Pallotta di Caldarola (Macerata, 1594 - 1668) il quale indicò, quale Patrona della stessa associazione, la Madonna di Loreto. Dunque il 10 dicembre di ogni anno il Pio Sodalizio dei Piceni ricorda insieme la sua fondazione e la traslazione della Santa Casa di Loreto. Con "breve" del Pontefice Innocenzo XI la Confraternita divenne Arciconfraternita della Nazione Picena nell'anno 1667. Oggi il Pio Sodalizio dei Piceni non è più Opera Pia, ma Fondazione.
Grazie alla lungimiranza del suo fondatore, il Pio Sodalizio è nato per assistere gli studenti indigenti marchigiani che già allora si recavano a studiare a Roma e nei secoli non è mai venuto meno alla sua ispirazione cattolica. Assistenza che prosegue anche oggi grazie alle rendite dalle proprietà immobiliari assegnate dal fondatore o acquisite in seguito come donazioni. Perseguendo gli scopi istituzionali il Sodalizio svolge anche opera di solidarietà a favore dei marchigiani residenti in Roma e nelle Marche, interviene nelle pubbliche calamità a favore delle popolazioni della comunità marchigiana, e si adopera per opere di carità.
L'esaltazione della fede e della religione cattolica è una parte fondamentale del suo compito istituzionale e il Sodalizio la persegue con manifestazioni, interventi, promozioni ed anche attività in collaborazione con le Istituzioni religiose. Dal 1991 è stato istituito il "Premio Picenum" che viene assegnato ogni anno al personaggio marchigiano che più meritoriamente si distingue nel campo delle arti, delle scienze, della religione, dell'imprenditoria o dello sport nella comunità regionale e nazionale. Nel 2008 il Premio è stato conferito a S.E. Mons. Giovanni Tonucci, Arcivescovo Delegato Pontificio di Loreto.
Da anni è ripresa l'attività culturale, che è parte dei principi istituzionali, anche a seguito del restauro dei luoghi più rappresentativi del patrimonio del Pio Sodalizio. Nel complesso monumentale di San Salvatore in Lauro sono state  realizzate alcune importanti manifestazioni culturali, anche di carattere nazionale. Il Pio Sodalizio conserva nella sua sede di Via di Parione una biblioteca che conta circa 16.000 titoli, la gran parte di quali riguardanti le Marche, e un archivio storico di rilevante importanza costituitosi agli inizi del XVII secolo.
Delle numerose opere di proprietà del Pio Sodalizio, distribuite a Roma tra la sede di via di Parione e la chiesa di San Salvatore in Lauro, sono visibili a Loreto nove dipinti, tra i quali una grande pala d’altare raffigurante la Traslazione della Santa Casa con santi e Cristina di Svezia, dell’anconetano Giovanni Peruzzini (1629-1624), un San Nicola da Tolentino e un Sant’Antonio Abate di Giuseppe Ghezzi (1634-1721), una pregevole Madonna delle Grazie datata 1494 di anonimo romano e un Cristo Redentore benedicente ugualmente del XV secolo attribuito alla scuola di Antoniazzo Romano. Completa la mostra un codice del XV secolo riccamente abbellito con iniziali miniate e fregi fitomorfi.